L’amore per il Cacao

di Paola Ferrara

Fino a oggi, cioè fin a che non ho conosciuto Nancy, per me il cacao era solo golosità, piacere del gusto, rifugio nei momenti tristi. D’ora in poi avrà invece il sapore della passione per la terra, del lavoro che può dare dignità, del riscatto. Nancy e Jaime ci guidano tra sentieri fangosi – è la stagione delle piogge – della loro piantagione, tra migliaia di alberi di cacao, qualche platano, qualche banano e qualche pianta di coca. Queste ultime – ho scoperto – le trovi dappertutto, sono come l’ortica da noi e passando puoi prendere una foglia e masticarla per i suoi effetti curativi e calmanti. Ma questa è un’altra storia. E’ una meraviglia per gli occhi vedere centinaia di baccelli colorati appesi a piante piuttosto tozze: ce ne sono di gialli e di rossi con striature fucsia, verdi, arancio. Impossibile credere che da li si arrivi alla cioccolata calda …

Nancy ne prende uno e lo chiama 67, perché ogni colore è una specie e ogni specie ha un nome, anzi un numero. Non avevo mai provato tanto calore nel sentire chiamare qualcosa con un numero: lei sembra coccolarlo mentre ce ne racconta la peculiarità.
Questo è il più dolce – dice – adatto a fare la cioccolata più buona, da mangiare. Questo invece è più adatto a fare dolci, quest’altro va ai mercati interni per farne succhi”. Ecco l’altra scoperta: tagliando il frutto – ogni specie si apre in modo diverso, con il machete, sulla pietra o con una lama fissa in terra – ne emerge uno strano frutto bianco e molle che in reatà è un insieme di semi ricoperti da una patina bianca. Quella patina si può mangiare – Nancy ci invita a provare – ed ha un sapore leggermente acido, come un agrume ma dolcissimo allo stesso tempo.

Succhiando la patina, emerge finalmente il seme di cacao che – più tardi vedremo come, nei locali di una cooperativa a La Hormiga– viene lasciato fermentare per una settimana circa, poi seccare per essere finalmente pronto a diventare cacao, quello che conosciamo noi. Mentre parla, Nancy accarezza i frutti, sembra cullarli e ci dice che il ciclo di raccolta è continuo: infatti gli alberi sono colmi e ce ne sono di piccoli e grandi, di minuscole infiorescenze e di già maturi. Nancy e Jaime, altro socio della cooperativa, fanno parte di ASOPROCAF – Asociaciòn de Productores de Cacao la Florida, una delle associazioni che Coopermondo sta sostenendo attraverso il progetto Co.Lo.Res. finanziato dall’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo, AICS. Sono coltivatori e proprietari di queste terre. Non molti anni fa qui e tutt’intorno si coltivavano solo piante di coca. Questa è quella che chiameremmo una transizione etica oltre che economica, e non è stata facile.

Coopermondo sta facendo un pezzo di strada con loro, e ne siamo felici.

 

 

 

 

 

 

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