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Coopermondo e la sfida alla povertà – Giornata della Sostenibilità Cooperativa

“L’uomo si vanta di saper dividere l’atomo, ma non ha ancora imparato a dividere il pane”

Queste parole di Karim Nasir sono fotografiche. Chiare, immediate, definitive.

Una sconfitta per l’umanità che guarda al di là della galassia terrestre nella speranza di non essere sola nello spazio infinito ma non sa vivere con chi è accanto.

Il 3 novembre, Coopermondo ha raccontato cosa significa sconfiggere la povertà per una piccola Ong che usa il modello cooperativo per dare, a comunità fragili, il potere di emanciparsi autonomamente dalla povertà. Creare condizioni più dignitose di lavoro, cooperare per il benessere di tutta la comunità, rispettare l’ambiente in cui farlo, includere nei processi di sviluppo sociale ed economico donne e giovani sono alcuni aspetti centrali nella gestione di un’impresa cooperativa che, quindi, ben si sposano con i bisogni dei territori più vulnerabili e delle persone che li abitano.

La prima Giornata di Sostenibilità Cooperativa, promossa da Confcooperative, ha messo al centro della testimonianza l’Agenda 2030 delle Nazioni Unite e nel farlo ha chiesto ad alcune delle realtà aderenti – oltre a Coopermondo, hanno partecipato Assimoco, Cooperazione Salute, Power Energia, CTC, Fondosviluppo, Gruppo Bancario Cooperativo Iccrea, Gruppo Cassa centrale, Federcasse, ICN e Node – di raccontare il contributo di ognuna al raggiungimento dei 17 Obiettivi di Sviluppo Sostenibile dell’Agenda. L’immagine che ne è risultata è stata quella di un poliedro di attività: solidali, giuste, sane e coerenti con i principi cooperativi oltre che responsabili e intergenerazionali.

Un esempio di concretezza e di passione per un’economia al servizio del reale.

Coopermondo ha deciso di narrarsi attraverso l’Obiettivo 1 dell’Agenda – Sconfiggere la povertà – che è un impegno centrale nella sua mission. Un impegno perseguito con coraggio, onestà, dedizione e attenzione agli altri.

A questo link la registrazione dell’intero evento – https://www.confcooperative.it/LInformazione/Le-notizie/rivedi-la-giornata-sostenibilit224-cooperativa

Al via il secondo anno del progetto Ananas Dolcetto in Togo

 

Importante l’apprezzamento delle istituzioni togolesi espresso durante un incontro pubblico realizzato a Macfrut fra tutti gli operatori del progetto di cooperazione internazionale che sta raccogliendo ottimi risultati con un impatto rilevante per la popolazione del Togo, nonostante le difficoltà causate dalla pandemia. In Italia Ananas Dolcetto pronto a sbarcare anche come prodotto d’eccellenza per la Private Label della Grande Distribuzione.

28 settembre 2021 – Il collegamento fra Italia e Togo è sempre più saldo anche grazie al progetto Ananas Dolcetto che entra a pieno titolo nel secondo anno di attività. Il progetto, un’iniziativa di cooperazione internazionale per lo sviluppo dell’agricoltura cooperativa in Togo, è promosso da Coopermondo, la ONG del Sistema Confcooperativecon il contributo di AICS – Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo assegnato nell’ambito del Bando Profit 2018, e vede Brio come capofila. L’avvio dei lavori della seconda annualità è coinciso con un momento di confronto pubblico, lo scorso 7 settembre, nel corso di Macfrut, fra tutti i protagonisti del progetto e le istituzioni pubbliche togolesi.

Nettamente positiva la valutazione della Ministra Myriam Dossou-D’Almeida del Ministero Sviluppo di base, Gioventù e Impiego dei Giovani del Togo e di Anani Kodjogan Kpadenou, Direttore Centrale delle Filiere Agroalimentari del Ministero dell’Agricoltura: entrambi i rappresentanti delle autorità del Paese africano hanno sottolineato non solo l’impatto nettamente positivo del progetto “Rafforzamento della filiera agro-industriale di Dolcetto: l’ananas biologico del Togo” (AICS – Progetto DOLCETTO_TOGO_AID 011984/01/1) nel breve periodo ma, soprattutto, hanno evidenziato come questa iniziativa possa “rappresentare un’eccellente base di partenza per avviare e sviluppare nuovi progetti di filiera che possano favorire la crescita del Paese e fornire un’opportunità preziosa per tanti giovani uomini e donne”.

Una valutazione e uno sguardo prospettico che confermano la bontà dell’iniziativa lanciata da Coopermondo: “Il progetto risponde al duplice obiettivo di promuovere il modello cooperativo in Togo e di raccogliere la sfida del consumo responsabile in Italia – spiega Marco Menni, presidente della ONG del Sistema Confcooperative –. Grazie alla secolare esperienza del movimento cooperativo italiano, infatti, aiutiamo le cooperative agricole togolesi a diventare una realtà più forte e coesa, capace di affrontare la sfida dei mercati internazionali e dall’altra parte facciamo leva sull’attenzione ai valori della sostenibilità di chi produce e di chi consuma”.

“Questo progetto – prosegue Giovanni Pausini, project manager per Coopermondo – ha permesso ad una singola cooperativa di giovani, piccoli produttori di ananas, per oltre 1/3 donne, seguiti passo dopo passo da Coopermondo, di essere in grado oggi di esportare in piena autonomia i propri prodotti, senza dover ricorrere a costose intermediazioni. Inoltre, grazie all’aiuto del progetto, la cooperativa è stata dotata delle certificazioni Bio e Fairtrade che le consentono di realizzare prezzi più favorevoli sul mercato e di ampliare la gamma dei prodotti esportati anche ad altre tipologie di frutti tropicali. Il Togo, infatti, presenta caratteristiche pedoclimatiche molto favorevoli a produzioni di qualità elevata ed è su questo aspetto che, a mio avviso, dovrebbero orientarsi le politiche agricole del Paese. Trattandosi di un territorio piccolo, con una superficie media per produttore molto bassa, si dovrebbe puntare ad una caratterizzazione del prodotto legata alla altissima qualità grazie alla presenza di terreni fertilissimi, di un clima ideale e di operazioni colturali quasi interamente svolte manualmente nel rispetto di usanze trasmesse da generazioni, tutti elementi garanti di un prodotto salubre e buono”.

Soddisfazione anche in casa Brio: “500 giovani avviati all’agricoltura, 1.500 agricoltori togolesi di cui un terzo donne certificati Bio e Fairtrade, 5 assunzioni in Togo, 250.000 consumatori informati nei punti vendita italiani nonostante il Covid e oltre 1.300 interviste nella grande distribuzione italiana: anche limitandosi ai numeri, non possiamo che essere soddisfatti del primo anno del progetto Ananas Dolcetto – ha commentato Andrea Bertoldi, Direttore affari generali Brio SPA -. Siamo orgogliosi di esserne parte integrante: le difficoltà causate dalla pandemia non sono mancate ma questi risultati tracciano una via chiara. Nei prossimi due anni saremo impegnati a fare ancora meglio e ancora di più per valorizzare e promuovere l’Ananas Dolcetto e la sua filiera nel nostro Paese: l’obiettivo è che si consolidi un rapporto duraturo e di valore che vada ben oltre l’orizzonte temporale. Brio ha tutte le intenzioni di continuare a puntare sull’ananas Dolcetto a lungo”.

Positiva anche la valutazione emersa da Fairtrade Italia: “L’ananas Dolcetto a marchio Alce Nero nasce da un significativo connubio tra cooperazione internazionale e mondo dell’impresa a favore delle comunità agricole locali in Africa – ha commentato Thomas Zulian, Direttore commerciale Fairtrade Italia. Ci fa piacere che una importante azienda come Brio abbia scelto di valorizzare ulteriormente il progetto con la certificazione Fairtrade e siamo orgogliosi di contribuire con i nostri Standard e iniziative allo sviluppo delle comunità togolesi”.

Anche Aldo Cerareferente AICS dell’iniziativa, ha sottolineato il successo del progetto e come esso sia un esempio virtuoso di partnership tra il mondo della cooperazione allo sviluppo e quello delle imprese. Collaborazione resa possibile in questo caso dall’importante strumento messo in campo dall’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo per promuovere il coinvolgimento diretto del settore privato nazionale nella cooperazione: il ‘Bando Profit’ per il finanziamento di “iniziative imprenditoriali innovative da realizzare nei Paesi partner di cooperazione per il perseguimento degli obiettivi di sviluppo sostenibile”. In questo senso, il progetto Dolcetto dimostra come si possa coniugare con successo l’aspetto profit con quello dello sviluppo del territorio locale, permettendo la realizzazione del “ruolo fondamentale del settore privato quale motore per una crescita economica sostenibile e inclusiva dei Paesi partner, ampiamente riconosciuto dall’Agenda 2030”.

Nel suo intervento, Ignace Gustave Bikoula, responsabile of EU and Regulatory Affairs di Federcasse tira le somme positive del primo anno di progetto e traccia la prospettiva che si apre in Togo grazie agli ottimi risultati di Dolcetto. Sulla scia del “modello Dolcetto” si sta infatti discutendo con i partner e le istituzioni togolesi un importante progetto per sviluppare ed integrare le catene di valore nell’agricoltura togolese per mezzo delle cooperative in altre filiere produttive del Paese. Bikoula sottolinea inoltre come l’importanza del progetto originario e delle nuove vie da esso tracciate risieda nel non limitarsi a portare crescita ma produrre sviluppo, contribuendo non solo alla riduzione della povertà ma alla diminuzione delle diseguaglianze. Questo attraverso un empowerment reale degli stessi lavoratori, dotati di strumenti di controllo sui meccanismi della filiera.

Lo sguardo è quindi proiettato verso il futuro: “Confidiamo in un’importante accelerazione delle attività promozionali in Italia – spiega Luca Zocca, Marketing Communication Consultant di Brio -: per valorizzare al massimo l’Ananas Dolcetto serve un consumatore informato e consapevole del valore di questo frutto e dei valori che sono racchiusi in ogni morso. L’interesse riscontrato fin qui è stato notevole, nonostante la difficile situazione globale, e confido che nei mesi a venire il progetto decollerà verso i numeri attesi. Sono molte le iniziative pianificate, fra cui l’ipotesi sempre più vicina di proporre questo frutto unico anche a marca privata per alcune delle principali catene della Grande Distribuzione nazionale. La strada è tracciata e penso che, nel solco di Ananas Dolcetto, potranno nascere nuovi progetti virtuosi per la valorizzazione di nuove filiere d’eccellenza provenienti da un Paese ricco di opportunità come il Togo. Opportunità che la popolazione locale sta imparando a riconoscere, ad affrontare e a cogliere per costruire un futuro sempre migliore”.

Guatemala City: Coopermondo incontra la Confederazione delle Cooperative del Guatemala


Il 14 giugno Coopermondo ha incontrato i rappresentanti della Confederazione delle Cooperative del Guatemala, per discutere insieme progetti comuni e nuove vie per il rafforzamento del modello cooperativo nel Paese. Presente in Guatemala da un anno per un progetto di rafforzamento delle capacità di accesso ai mercati e promozione di crescita inclusiva del Coordinatore dei Piccoli Produttori del Commercio Equo e Solidale, finanziato dall’Unione Europea e implementato con Confartigianato Vicenza e il CISP – Comitato Internazionale per lo Sviluppo dei Popoli, il project manager di Coopermondo, David Meza Moncada (al centro nella foto)  ha incontrato il direttore esecutivo Rodolfo Orozco e il tecnico di progetto Edwin Delgado della Confederazione guatemalteca. 
La riunione ha gettato le basi per discutere insieme la possibilità di un’alleanza tra la Confederazione delle Cooperative del Guatemala e Confcooperative Italia, con l’obiettivo di creare alleanze per il rafforzamento e lo sviluppo del modello imprenditoriale cooperativo in Guatemala, la formazione nel cooperativismo e le sue varie linee di lavoro, soprattutto quella delle cooperative sociali. Per un Paese come il Guatemala, in cui quasi il 50% della popolazione infantile è malnutrita, l’analfabetismo raggiunge il 30%, il 62,4% della popolazione vive in condizioni di povertà media, il 29,6% di povertà estrema e il 3,6% di povertà assoluta, questo tipo di imprese cooperative può diventare una concreta alternativa di azione in territori dove lo stato ha difficoltà ad accedere.
Particolare interesse è stato inoltre rivolto all’idea di stabilire una relazione tra i comitati di genere di entrambe le confederazioni, visto anche l’impegno dedicato negli ultimi anni dal Guatemala al rafforzamento del ruolo e della leadership delle donne nelle imprese.
In linea con i principi e i valori cooperativi, Coopermondo è convinta che stabilire relazioni di questo tipo permetterà a tutti di crescere e rafforzarsi e si impegna a continuare in questo senso per la costruzione di alleanze e bene comune.

Al via gli European Development Days 2021 sul Green Deal Europeo

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Il 15 e 16 giugno si tiene la quattordicesima edizione degli European Development Days (EDD). Sono giornate organizzati dalla Commissione Europea dal 2006, per riunire chi si occupa di sviluppo in uno spazio di condivisione di idee ed esperienze sulle sfide globali più pressanti dei nostri giorni. Quest’anno la manifestazione si svolge interamente online. Un fitto programma di iniziative rappresentano un decisivo momento di analisi e riflessione per la costruzione di società ed economie più sostenibili ed inclusive, soprattutto in considerazione degli insegnamenti della pandemia di Covid-19 sui rapporti tra benessere dell’ambiente e dell’uomo.
La manifestazione si concentra in particolare sul Green Deal Europeo, l’ambizioso piano della Commissione Europea per contrastare il cambiamento climatico e rendere più sostenibile e meno dannoso per l’ambiente l’impatto della produzione e delle abitudini quotidiane dei cittadini europei. Il Green Deal va però oltre i confini europei, promettendo un impegno europeo con tutti i suoi partner nella transizione globale verso una società ed un’economia più sostenibili e climaticamente neutre.
Coopermondo parteciperà con un evento organizzato da WeEffect e Cooperatives Europe sul ruolo dei giovani appartenenti alle comunità rurali nella protezione degli ecosistemi marini e costieri. Il direttore di Coopermondo Paola Ferrara (anche responsabile Sostenibilità di Confcooperative) modererà un panel di esperti testimoni di una buona pratica del Mozambico.
In questo incontro si racconterà ciò che le cooperative, in collaborazione con altre organizzazioni della società civile e con l’Agenzia Svedese per lo Sviluppo, stanno facendo per dare ai giovani la possibilità di essere in prima linea nella protezione degli ecosistemi marini e costieri in Mozambico.
Per registrarsi all’evento cliccare qui [/vc_column_text][/vc_column][/vc_row]

#Fattisentirecontrolaviolenza, la campagna di Confcooperative contro la violenza di genere


21 maggio 2021_Coopermondo sostiene la campagna di Confcooperative contro la violenza sulle donne
Prende il via la Campagna di comunicazione e sensibilizzazione nazionale #fattisentirecontrolaviolenza, promossa dalla Commissione Dirigenti Cooperatrici di Confcooperative.
Una campagna di sensibilizzazione dai toni leggeri ma che va a fondo sui tanti e diversi aspetti che compongono il grave mosaico della violenza di genere. Ogni mese, per un anno, un messaggio sarà seguito da un approfondimento per contribuire a ampliare la riflessione, leva di azione per il cambiamento.
Il primo appello è al contrasto degli stereotipi: scegliere di crescere ed educare le bambine e i bambini senza pregiudizi è la strada per contribuire allo sviluppo di generazioni e di società libere e non violente.
 
L’adesione di Coopermondo
I temi dell’emancipazione e inclusione di genere, fortemente legati a quello della violenza, sono punti cardine della mission e dell’operato di Coopermondo, che si impegna a introdurre sempre una prospettiva di genere nelle attività e nei partenariati che sviluppa nei Paesi d’intervento.
L’indipendenza economica è infatti uno degli strumenti primari di contrasto alla violenza e le imprese cooperative vantano percentuali di inclusione e di governance femminile decisamente maggiori rispetto ad altri modelli economici.
In linea con l’intento di promuovere il modello cooperativo per uno sviluppo economico e sociale sostenibile e per la creazione di lavoro dignitoso per tutti, Coopermondo sostiene e condivide la campagna #Fattisentirecontrolaviolenza, nella convinzione che la costruzione di società eque ed inclusive passi attraverso l’abbattimento degli ostacoli che impediscono il pieno e libero sviluppo degli individui.

Promuovere le catene di valore cooperative nell’agricoltura togolese

Coopermondo al seminario del MIFA (Fondo per il finanziamento agricolo del Togo) per promuovere lo sviluppo e l’integrazione della catene di valore nell’agricoltura togolese attraverso le cooperative 
Coopermondo ha partecipato al seminario organizzato dal MIFA (Fondo per il finanziamento agricolo del Togo) per sostenere il progetto che prevede lo “Sviluppo e l’integrazione della catene di valore nell’agricoltura togolese attraverso lo strumento delle cooperative”.
Il progetto, nato in seno alle banche di Credito Cooperativo e in partnership con Coopermondo e Fondazione Aurora, è stato presentato ai donatori internazionali per promuovere il modello cooperativo e i consorzi e le filiere che si sono dimostrati vincenti in diversi Paesi del mondo nel contrastare la povertà, aiutando le comunità a creare lavoro dignitoso, autonomia nella gestione dei mezzi di produzione, democrazia delle risorse e un’equa distribuzione dei costi e dei ricavi.
In Togo, Coopermondo è presente da diversi anni e dal 2020 gestisce, con Brio/Alce Nero e Agrintesa, il progetto di rafforzamento della filiera agro-industriale dell’ananas biologico Dolcetto, finanziato da AICS/Ministero degli Esteri.
Durante il seminario, attori e beneficiari del progetto allo studio hanno condiviso obiettivi e metodi che permetteranno di migliorare le filiere cooperative agricole del Togo, dove persiste una certa carenza di organizzazione industriale del settore che indebolisce agricoltori e comunità. Il seminario ha visto la partecipazione di cooperatori e cooperatrici togolesi che hanno testimoniato i loro successi e le loro difficoltà.

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